E' possibile dare un senso romantico e poetico nello volgere lo sguardo al cielo?
Penso proprio di si se nell'osservare la volta celeste torniamo indietro con il pensiero secoli e secoli or sono
quando gli uomini proiettavano nei disegni rappresentati dalle stelle (asterismi) le gesta degli eroi e delle divinità di quel
tempo. Nel passato l'uomo era molto più in simbiosi di adesso con la natura di cui osservava i fenomeni con curiosita' ma anche con timore poichè non aveva quella razionalità dettata dalla conoscenza che oggi possediamo. Ecco che il cielo diventa un'occasione per spaziare con la fantasia e dare un senso a quell'alone di mistero che circondava ogni suo fenomeno (le eclissi, le fasi lunari, una stella più brillante di altre, ecc..).
Guardiamo quindi il cielo non solo per studio, per ricerca e, giustamente, per godere delle bellezze che ci offre ma anche per approfondire e cercare di capire le grandi culture del passato.
COSTELLAZIONE DI ANDROMEDA
Andromeda è una costellazione tipicamente autunnale (culmina a mezzanotte a metà ottobre).
Per individuarla è più semplice prendere come punto di riferimento la W di Cassiopea che si trova immediatamente a nord.
Andromeda non è molto appariscente ma contiene uno degli oggetti più celebri della volta celeste: la galassia di Andromeda M31, una galassia a spirale simile alla nostra.
Le stelle più luminose della costellazione sono:
alfa Andromedae (ALPHERATZ) che significa ombelico del cavallo perché in passato la stella era in comune con Pegaso.
beta Andromedae (MIRACH) che significa cintura.
IL MITO
Il mito più antico è legato alla civiltà babilonese che identificava Andromeda come una divinità simile ad Afrodite e quindi sinonimo di sensualità e desiderio femminile. Ella era anche la personificazione della dea egizia dell'amore ISHTAR.
Il mito oggi più conosciuto è quello legato alle costellazioni di Cassiopea (la madre di Andromeda), Cefeo (il padre), Perseo, Pegaso il cavalo alato e Ceto la balena.
Cassiopea madre di Andromeda disse con superiorità che lei e la figlia erano così belle da superare anche la bellezza delle Nereidi (le ninfe del mare).
Questa affermazione incollerì le Ninfe e Poseidone dio del mare tanto che la divinità richiamò dalle profondità marine il mostro Ceto (una grande balena) che minacciava di inondare tutte le terre del re Cefeo, il padre di Andromeda (le terre si suppone fossero Giaffa e la Palestina).
Cefeo per placare il mostro fu costretto, dopo aver consultato l'Oracolo, a dargli in sacrificio la figlia Andromeda.
La fanciulla venne incatenata ad uno scoglio vicino a Giaffa ma mentre il mostro stava affiorando dalle acque per prendersi Andromeda arrivò sul suo cavallo alato il prode Perseo che per salvare le terre di Cefeo dal mostro chiese in cambio la mano di Andromeda.
Cefeo acconsentì e quando ci furono le nozze tra Andromeda e Perseo sopraggiunse Fineo, il promesso sposo di Andromeda, che incollerito dai fatti avvenuti si scagliò contro Perseo con tutto il suo esercito.
Perseo che prima di salvare Andromeda era reduce dall'uccisione di Medusa, astutamente tirò fuori dalla sacca la testa del mostro e pietrificò tutti i nemici.
Ciao, Stefania